le gite...quelle da fare... as-so-lu-ta-men-te !
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Simoncino, nel cuore della Tuscia, è un punto di partenza ideale per visitare innumerevoli luoghi circostanti quali: San Martino al Cimino, Sutri, Caprarola, Bagnaia, Bomarzo, Soriano e tanti altri, di rilevante interesse artistico e storico. Ma anche due importanti e suggestivi laghi: Bolsena e Vico. Da non dimenticare la città di Viterbo con le sue fontane Medievali, il Palazzo Papale, il duecentesco quartiere di San Pellegrino. Ed intorno varie necropoli etrusche.A pochi minuti di macchina, a meno di un’ora dal mare, a 90 km da Roma, ad un'ora da Siena, Simoncino offre ospitalità per vacanze lunghe o anche brevi, soggiorni di lavoro, cure termali, rilassanti week-end.
ACQUAPENDENTE - Sulle origini di Acquapendente non esistono notizie certe. Si ipotizza che nell’ambito territoriale dove oggi sorge la città, sia stato inizialmente fondato un centro etrusco successivamente abitato dai romani e poi invaso e distrutto dalla furia Longobarda. Ai confini con la Toscana e con l'Umbria riposa una piccola ma importante cittadina che ebbe un ruolo determinante nella storia, soprattutto per gli invasori e per quei popoli che la dominarono. Pregevole e graziosa, concilia le bellezze architettoniche con quelle naturali del parco del Monte Rufeno. La Riserva è stata istituita nel 1983. Il territorio occupato dalla Riserva è di 3000 ettari, prevalentemente ricoperto da boschi e coltivazioni, per la maggior parte già inseriti nella Foresta Demaniale di Monte Rufeno e rappresenta un monumento naturale inequivocabile. Tra i mammiferi che popolano la riserva ci sono il daino, il cinghiale, il tasso, l'istrice, la volpe, la lepre e la faina mentre da anni è scomparsa la lontra. Nelle radure e nei coltivi vivono varie specie minori: lo scoiattolo, il ghiro e la puzzola. Tra gli uccelli sono presenti numerosi rapaci diurni e notturni, tra cui il nibbio bruno, la poiana, il gheppio, il gufo ed il barbagianni. Un'altro aspetto interessante è il fiume Paglia che costeggia i confini sud-occidentali, dove trovano riparo uccelli di varie specie tra cui l'airone cinerino ed il martin pescatore . Tra i rettili : la tartaruga e la testuggine d'acqua; presenti inoltre la vipera comune e la biscia dal collare. E' un ambiente al quale sono legati equilibri delicatissimi, un oasi, dove la vita e la natura hanno ripreso a pulsare come tanti anni fa; un ambiente da aiutare e soprattutto da rispettare. Nelle vicinanze, da non perdere, una visita al bellissimo Castello di Torre Alfina.
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BOLSENA - La città, che ha imposto il proprio nome al Lago adiacente, è adagiata sulle pendici dei monti Volsini. Di origine etrusca, conserva le tracce di ogni successiva epoca, che la rendono suggestiva e affascinante. Il castello, che domina il borgo dall'alto e che è stato restaurato di recente, ospita oggi l'interessante museo territoriale del lago. Quest'ultimo fa della cittadina una meta ambita per ogni tipo di esigenza. Dichiarato il lago più pulito di Europa, esso consente di trascorrere soggiorni all’insegna della cultura e del divertimento. Dal Lago di Bolsena emergono due isole: la Bisentina, attraente e sinuosa, e la Martana, famosa per essere l'isola della Regina Amalasunta. Le isole sono residui di crateri vulcanici. Sulle fertili sponde si alternano: boschi di querce e castagni, coltivazioni di vite, ulivi e ortaggi. Fra le molteplici attrattive turistiche citiamo quelle di genere archeologico e culturale. Gli sport che possono essere praticati sulle sue acque: la vela, il windsurf e la pesca.
Il lago, il più grande lago d'origine vulcanica d'Europa e quinto per dimensioni d'Italia, si trova pochi chilometri a Nord di Viterbo e pochi Km a sud di Orvieto. Il panorama che offre è semplicemente spettacolare. I paesi che si possono visitare partendo da Bolsena e seguendo la strada panoramica in senso orario, sono in ordine: Montefiascone, col più bel panorama complessivo del lago; Marta, il più attivo porto di pescatori; Capodimonte, sul pittoresco promontorio che si protende verso il lago; Valentano, col suo ampio panorama dominante la conca del lago; Gradoli, su uno sperone di tufo all'interno del recinto craterico; Grotte di Castro, conserva il fascino della struttura medioevale e San Lorenzo Nuovo, perfetto esempio d'impianto urbanistico del Settecento, con una rarissima piazza a pianta ottagonale.
Su richiesta, si prenotano, per un noleggio a prezzi particolari, Barche tipiche, in grado di permettere un'osservazione del Lago da una diversa prospettiva. Scivolando sulle limpide acque, in totale tranquillità e sicurezza, in armonica simbiosi con una natura ancora incontaminata, sarà possibile scoprire i più reconditi segreti del Lago.
L’Associazione Culturale ACQUA vi invita alla scoperta dell’AREA ARCHEOLOGICA di POGGIO PESCE in BOLSENA.
Una serie di iniziative culturali (visite guidate, conferenze, produzioni editoriali), che avranno luogo a partire dal mese di Maggio fino al mese di Novembre 2008, porteranno i visitatori a scoprire un TESORO INEDITO, posto a pochi passi dal centro storico di Bolsena e dalla Basilica di S. Cristina.
Si tratta di un insediamento sepolcrale di epoca etrusca costituito da una trentina di tombe censite, delle quali una decina ad oggi visibili. Secondo il prof. Bloch (Ecòle Francaise di Roma) che indagò l'area negli anni '50, la necropoli di Poggio Pesce era certamente utilizzata già durante il IV secolo a.C., e continuò ad esserlo fino al II secolo a.C. Il materiale recuperato appartiene a varie epoche, e ciò sta a significare che le tombe furono utilizzate a più riprese. La data più antica di utilizzo del sito è attestata intorno alla fine del VII sec. a.C.
A partire dal 10 Maggio fino al 29 novembre 2008 ogni Sabato dalle ore 09:00 alle ore 13:00, sarà possibile percorrere un breve itinerario facilmente accessibile, che consentirà di conoscere meglio Poggio Pesce, godere da quì della spettacolare vista sul Lago di Bolsena, e successivamente approfondire gli aspetti storico-archeologici del territorio concludendo il percorso con una visita al Museo Territoriale del Lago di Bolsena, presso la Rocca Monaldeschi della Cervara.
Le Visite verranno effettuate SOLO SU PRENOTAZIONE telefonando ai seguenti numeri: telefono/fax 0761 797087 cell. 329 0706607 - 333 9143348 - 347 5581237 - 349 8329352 - 347 1034242 (Ass. Cult. ACQUA - Vicolo della scaletta, 11 - BOLSENA)
www.lagobolsena.it
info@lagobolsena.it
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BOMARZO - Suggestivo centro della Tuscia in provincia di Viterbo, è situato in un territorio dove ancora oggi l'ambiente e la natura sono a dimensione d'uomo. Il Centro Storico è un vivo esempio di urbanistica medievale, ben conservato e ricco di angoli suggestivi: dalla piccola cittadina arroccata sulla collina si controlla tutta la verde valle attraversata dalle anse del Tevere. In un rigoglioso anfiteatro naturale chiamato il Parco dei Mostri, si incontrano sfingi e draghi, giganti, mostri marini e ninfe dormienti, elefanti da battaglia e maschere demoniache con le fauci spalancate. Sono alcune delle straordinarie, spaventose, enormi sculture, realizzate fra il 1552 e il 1580, sparse qua e là . Stravagante, incredibile ed entusiasmante. Siamo a Bomarzo, in pieno trerritorio etrusco. Nel XV secolo i principi Orsini stabilirono qui la loro residenza e verso la metà del Cinquecento, uno di loro, il letterato e valoroso uomo di guerra Vicino Orsini, volle realizzare ai piedi della collina, un grandioso e singolare parco monumentale. Per modellare le sculture il Principe fece utilizzare la pietra di cui era ricca la zona: un tufo grigio chiaro, con una caratteristica picchiettatura nera simile ai grani di pepe: il “peperino”. L’ origine vulcanica di questo materiale evidentemente si sposava bene con ciò che lo stravagante Principe aveva in mente: la realizzazione di statue gigantesche e fantastiche, scolpite direttamente nei grandi massi di “peperino” disseminati nel terreno.
Perchè il principe Orsini volle realizzare quella complessa “macchina scenica” è cosa ignota; forse "sol per sfogare il core" rotto per la morta prematura della moglie Giulia Farnese. Comunque, qualsiasi fosse stato il motivo della sua istituzione, certamente oggi il Parco dei Mostri è uno dei più affascinanti luoghi dell’Italia centrale: un vero e proprio “Bosco Sacro” barocco. Una galleria d’arte all'aperto, con sculture realizzate dalla mano di artisti sconosciuti. Infatti sono molte le leggende che si raccontano su chi abbia contribuito alla creazione del misterioso e insolito parco. Pare rò dei prigionieri turchi, li fece trasferire a Bomarzo e qui gli ordinò di scolpire le statue. Ciò potrebbe giustificare la goffa e artigianale esecuzione delle opere; le sculture sono infatti poco raffinate, ma sicuramente le figure di questi animali mostruosi e di questi colossi fantastici e grotteschi non mache il suo eccentrico ideatore, il principe Orsini, durante una battaglia vicino a Vienna cattuncano di suggestionare gli adulti e di intimorire i bambini. La sensazione che si prova entrando nel Parco dei Mostri è di un “velato timore”, forse a causa del nome. All'ingresso ci accolgono due Sfingi di pietra che sembrano fare la guardia ad un enorme Ercole intento a smembrare Caco, il dio romano figlio di Vulcano che sputa fuoco e che ha le dimensioni di un gigante. Fontane oblique e teste di Mostri infernali, una gigantesca Tartaruga sormontata dalla statua della Fortuna, un Drago attaccato dai leoni e dai cani, un Mascherone con le sembianze di un orco con la bocca spalancata con al suo interno un tavolo e sedie di pietra. E ancora: Mostri marini che sbucano dalle rocce, Sirene alate e Leoni, un Elefante che con la sua proboscide pare stritolare un guerriero, una Casa pendente che sembra sprofondare nelle sue stesse fondamenta. Al termine del lungo percorso, nella parte più alta di questo “giardino incantato” che si sviluppa lungo un itinerario a terrazze, c’è un piccolo Tempio a cupola: qualcuno sostiene che il principe Vicino Orsini lo avesse fatto erigere in memoria della moglie. Sicuramente questo complesso monumentale, è una delle più bizzarre e fantastiche opere del Cinquecento.
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CIVITA DI BAGNOREGIO - Storia, arte, cultura e tradizioni sono gli elementi di un territorio che sembra quasi essersi fermato ad un passato ricco di avvenimenti. Civita di Bagnoregio è un esempio di meraviglia unico nel suo genere. Unita al mondo solo da un lungo e stretto ponte. Tale forma di isolamento è causata dall' erosione della vallata che la circonda. Civita di Bagnoregio è conosciuta come : La "città che muore", ormai da tempo così chiamata a causa dei lenti franamenti delle pareti di tufo, racchiude un pugno di case medioevali e una popolazione di pochissime famiglie. Appoggiata dolcemente su una piccola rupe, la cittadina sovrasta imperiosamente l'immensa vallata sottostante, con i caratteristici calanchi, offrendo così al turista un incantevole e indimenticabile scenario. visitata ogni anno da una buona quantità turisti, la cittadina è spesso utilizzata per set cinematografici. Il paese oggi è abitato da pochissime famiglie. E' all'interno del borgo antico, di Civita di Bagnoregio, che possiamo trovare varie case medievali, un mulino del 1500, la casa di San Bonaventura , la chiesa di San Donato , la porta di Santa Maria e il Palazzo Vescovile. La porta di S. Maria è caratterizzate da un'immagine composta da un paio di leoni che mantengono tra le zampe una testa umana.
Un evento particolare e caratteristico di Civita di Bagnoregio è il presepe vivente, che si realizza ogni anno a nel periodo delle feste natalizie. Il presepe è ambientato nelle vie di Civita, con effetti scenografici.
Altro evento importante di Civita di Bagnoregio è il secolare Palio della Tonna che si svolge la prima domenica di Giugno e settembre; nel Palio della Tonna le contrade di Civita di Bagnoregio si sfidano a cavallo degli asini .
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CIVITELLA D'AGLIANO - Comune dell'Alto Lazio, situato in provincia di Viterbo, ai confini con la regione Umbria. Il borgo medievale di Civitella d'Agliano, i suoi calanchi argillosi e il borgo di S. Michele in Teverina sono a circa 300 m sul livello del mare. Civitella d'Agliano è un tipico insediamento di chiara impronta architettonica medievale, caratterizzato dalla presenza della Torre dei Monaldeschi, dall'imponente bastione e dall'antica chiesa parrocchiale e ben delimitato dalla rupe e da mura secolari . La principale attrattiva di Civitella rimane, insieme al fascino del suo grazioso centro storico, la splendida vista sul maestoso spettacolo naturale costituito dalla Valle dei Calanchi, dalle campagne umbre, dal Tevere e dal Lago di Alviano. Civitella può offrire al visitatore una varietà di prodotti della terra di alta qualità: in primis, il proprio vino, particolarmente apprezzato e proveniente dai vigneti che abbelliscono gran parte delle valli circostanti, ma anche l'olio extra vergine di oliva, prodotto dai numerosi mulini locali tradizionalmente attivi a Civitella. Nelle vicinanze di sicuro interesse è il sito archeologico di Castel Sozzio, la nercopoli e la grotta carsica.
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ORVIETO - Appoggiata su una rupe di tufo di origine vulcanica, la città di Orvieto è un gioiello che nasconde tesori artistici di inestimabile valore. Celebre soprattutto per il suo splendido Duomo (opera iniziata nel XIII secolo), la città offre innumerevoli altre attrazioni turistiche, dalla torre del Moro ai pozzi di San Patrizio e della Cava, dal Palazzo del Capitano del Popolo alla fortezza degli Albornoz. Orvieto tuttavia non è solo fatta di monumenti, ma gran parte del suo fascino è dovuto alla sua tipica urbanistica, caratterizzata da vicoli strettissimi e intricati a innumerevoli palazzi storici e chiese. Tra queste ultime, di indubbio interesse sono: la Chiesa di San Giovenale, la Chiesa di San Domenico, la Chiesa di San Francesco e quella di Sant'Andrea.
ORVIETO presenta un mondo sotterraneo, "Orvieto underground" un labirinto di cavità scavate nel corso di tremila anni nel masso su cui sorge la città. Venne alla luce intorno alla fine degli anni ‘70, quando una frana di grandi proporzioni fece crollare una buona parte della Rupe orvietana, a poche centinaia di metri dal celeberrimo Duomo, mostrando, in alcune delle sua alte e strapiombanti pareti, misteriose aperture, occhiaie vuote e buie che sottintendevano sotterranei inspiegabili e inesplorati. Si può conoscere l'etrusca "Velzna", l'Orvieto medievale e rinascimentale in uno straordinario viaggio a ritroso nel tempo. La visita guidata alla Orvieto Underground rappresenta, perciò, lo strumento più appropriato per entrare in contatto con questo nuovo, particolarissimo aspetto culturale di una città estremamente ricca di storia e di gioielli artistici. Oltre 5 Km di cunicoli e gallerie, più di trenta cisterne, preromane, romane e medievali, cinquecento pozzi di varie epoche formano il ricchissimo patrimonio sotterraneo della città di Orvieto. La datazione dell'intero sistema è riferibile al I secolo a.C., quando la città di Orvieto divenne prima municipium, quindi splendida colonia.
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VITERBO - Le vicende storiche che hanno caratterizzato la città di Viterbo hanno lasciato preziosissime testimonianze nella forma di Chiese, palazzi, castelli e ruderi. Il centro storico della città - cinto da mura medievali turrite (sec. XI-XIII), mantenute in ottimo, stato racchiude un notevole patrimonio architettonico e artistico. Di origine etrusca, Viterbo è diventata famosa come la “Città dei Papi”. Infatti a Viterbo vennero nominati alcuni importanti Pontefici, tra cui Gregorio X, Niccolò III e Martino IV, l'ultimo Papa eletto a Viterbo che riportò a Roma la sede vescovile. Splendida testimonianza di questo periodo è l'antica sede del clero: il Palazzo Papale, sito in Piazza San Lorenzo. Il cuore della città viterbese è il quartiere San Pellegrino, una vera e propria opera d'arte architettonica, con i suoi scorci in pietra, sapientemente mantenuto e curato in ogni suo aspetto. Passeggiando per il quartiere medievale, si possono scorgere palazzi, logge, piazze e vicoli unici in Italia e nel mondo. Chi visita la Tuscia non può non fermarsi a Bagnaia per ammirare la cinquecentesca Villa Lante, edificata appena fuori la cinta del borgo antico di Viterbo. Villa Lante è uno dei più bei parchi del Rinascimento e una delle perle della nostra terra di Tuscia. Solamente il suo splendido giardino all'italiana visto da vicino, oppure dalla balaustra della Fontana vale il costo della visita.
Ferento (rovine romane): località tra Viterbo, Bagnoregio e Orvieto, Ferento è ricca di testimonianze sia etrusche che romane. La città romana è diretta discendente del vicino centro etrusco di Colle S. Francesco - Acquarossa e lascia come testimonianza il teatro romano di inestimabile pregio e valore artistico.
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CAPRAROLA - Palazzo Farnese - A pochi passi dalla medievale città di Viterbo, si erge ancora, imponente e maestosa, la mole di Villa Farnese, che da più di cinquecento anni domina incontrastata il piccolo e grazioso centro di Caprarola. La splendida residenza della famiglia dei Farnese nacque su progetto di Antonio da Sangallo come fortezza difensiva ma nel 1559, per volere del cardinal Alessandro Farnese, venne trasformata in un grandioso palazzo rinascimentale. Assolutamente da vedere.
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Terme di Saturnia - (Toscana) - Si dice che fu il dio Saturno, per mezzo di un fulmine, a far scaturire dal cratere di un vulcano la odierna sorgente. Le sue acque, ritenute sacre dagli Etruschi, furono apprezzate anche dai Romani. Lo stabilimento sorge sul bordo dell'antico cratere, in un contesto naturale di eccezionale bellezza. A Saturnia, città dalle antichissime origini, sono presenti strutture architettoniche romane e medievali e nei dintorni vi sono siti archeologici di interesse. Il soggiorno alle terme è reso gradevole da una notevole quantità di programmi di attività fisiche per la "rimessa in forma" nella cura e prevenzione delle affezioni croniche di tutto l'apparato respiratorio e di quello osteoarticolare. Le acque sono sulfureo-solfato-alcaline-termali e sgorgano abbondantissime dal cratere dell'antico vulcano. Le indicazioni terapeutiche: le acque sono usate per bagni, fanghi, idromassaggi, inalazioni e bibite e risultano efficaci nella cura di malattie cutanee, respiratorie, muscolo-scheletriche, ginecologiche, gastriche, epatiche, allergiche e stomatologiche. Le cure: il complesso termale è attrezzato anche per cure estetiche, dietetiche e di benessere.
Terme dei Papi - (Viterbo-Lazio) - Ancora oggi nella Tuscia si respira l'affascinante e misteriosa storia degli Etruschi: è loro il merito di aver scoperto i benefici delle acque termali, alle quali attribuivano proprietà miracolose, dono delle divinità. Le risorse termominerali dello storico bacino di Viterbo sono senza dubbio tra le più preziose e vaste d'Italia. Quattordici grandiosi stabilimenti termali dell'epoca romana, fastosi palazzi fatti edificare dai papi e innumerevoli citazioni di illustri personalità storiche (Dante Alighieri, Michelangelo Buonarroti e altri), non sono che una parte delle tante testimonianze della grandezza storica di tale bacino termale e quindi della sua enorme rilevanza terapeutica. Lungo una linea di dodici chilometri, che va da nord a sud della città, sono dislocate numerosissime emergenze tra le quali almeno sedici di particolare rilievo. Tre sono le aree più significative lungo questa linea di faglia: Bacucco-Bagnaccio, Massi di San Sisto e infine la più importante e famosa, il Bacino del Bullicame, utilizzata in esclusiva dalle Terme dei Papi. Con i suoi 58° C è da sempre la più famosa per le qualità terapeutiche: il suo notevole pregio risiede proprio nelle caratteristiche chimico-fisiche che la rendono adatta a molte utilizzazioni in terapia termale (da sempre tra le più apprezzate in idrologia medica), in particolare della cute, dell'apparato genitale e le malattie dismetaboliche trovano un notevole beneficio grazie ai trattamenti effettuati con questa acqua.
Terme di S. Casciano dei Bagni - (Toscana) - In un angolo prezioso di Toscana, sui colli che circondano Siena, vicino al borgo medievale di San Casciano dei Bagni, sgorgano le calde sorgenti di Fonteverde, famose per la loro efficacia sin dai tempi antichi. Inaugurata di recente, la struttura balneare del Centro Termale consiste in una grande vasca all'aperto con abbondanti cascate per idromassaggio naturale, getti a collo di cigno, panche sommerse per intrattenersi in qualsiasi stagione, sfruttando a pieno i benefici effetti degli elementi naturali. Le Acque sono: ricche di sali minerali, solfate, calcico, magnesiache, fluorurate. Le indicazioni terapeutiche: apparato digerente, apparato respiratorio, fegato e vie biliari, malattie metaboliche, reni e vie urinarie. Le Cure: massaggi, fangoterapia, balneoterapia, cure inalatorie, cure idropiniche, irrigazioni.
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COMPRENSORIO della TEVERINA - territorio che si estende tra il lago di Bolsena e il fiume Tevere, con la splendida valle dei calanchi ed i piccoli paesi che offrono scorci di un passato per molti aspetti ancora vivo e affascinante. Oltre alla celebre Civita di Bagnoregio e Civitella d'Agliano, molti sono i borghi di interesse turistico e culturale.
Bagnoregio - monumenti principali: Porta Albana (1589), la chiesetta di San Bonaventura (1632) e la cattedrale di San Nicola (1581), al cui interno si può ammirare un antico sarcofago romano adibito ad altare.
Castiglione in Teverina - grazioso borgo medievale, alla cui piazzetta (da tempo punto centrale della annuale Festa del Vino) si accede percorrendo strettissimi vicoli tra palazzi cinquecenteschi. Da vedere la Chiesa dei SS. Filippo e Giacomo.
Celleno - monumenti principali: il convento di S. Giovanni Battista e soprattutto il Castello Orsini con la chiesetta di San Carlo.
Graffignano - monumenti principali: il Castello Baglioni, la chiesa della Madonna del Castellonchio.
Lubriano - monumenti principali: Torre di Santa Caterina, Palazzo Bourbon del Monte, Torre dei Monaldeschi.
...ma ancora, seguendo la via Cassia, con piccole deviazioni passando da:
Siena ed Arezzo si incontrano:
S. Quirico d'Orcia, Montepulciano, Pienza, Radicofani, Pitigliano, Sovana, Sorano;
ed infine:
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ROMA - la città eterna, considerata da molti la città più bella del mondo; è impossibile non essere affascinati dalla straordinaria ricchezza di tesori artistici e architettonici. Tracce di storia sono presenti ovunque; simboli della Capitale sono il Colosseo e Piazza San Pietro ma innumerevoli sono le altre attrattive che meritano una visita: il Foro Traiano, le Terme di Caracalla, il Circo Massimo, il Pantheon, la Fontana di Trevi, Castelgandolfo, l'Altare della Patria...senza poi dimenticare le celebri Piazza di Spagna, Piazza Navona e Piazza Venezia. Per gli amanti dello shopping e del glamour consigliamo una passeggiata per Via del Corso e Via Condotti, per chi ama gli scorci più romantici Via Margutta ed il quartiere di Trastevere.
Piano di gite per un soggiorno di una settimana (6 notti):
Giorno 1
mattina: - visita al Duomo di Orvieto; - visita ai musei civico ed etrusco; - visita della Torre del Moro;
pomeriggio: - visita al Parco dei Sette Frati; - visita al museo vulcanologico di San Venanzo;
Giorno 2
mattina: - visita alla città di Todi, Tempio della Consolazione; - visita ai dintorni di Orvieto, parco fluviale del Tevere-lago di Corbara; - visita al borgo di Osa e al castello di Prodo; - visita al porto romano di Pagliano;
Giorno 3
mattina: - visita al Parco di Villalba e Villa Cahen; - visita al paese di Allerona;
pomeriggio: - Wine tours in cantine scelte;
Giorno 4
mattina: - visita a Bomarzo, Parco dei Mostri;
pomeriggio: - visita a Civita di Bagnoregio;
Giorno 5
mattina: - visita del Museo dell’Olio di Montecchio con degustazione;
pomeriggio: - visita a Viterbo, quartiere di San Pellegrino, Terme dei Papi e Villa Lante;
Giorno 6
mattina: - visita ai paesi della strada “Teverina”: Celleno (vecchio castello), Graffignano (Castello Baglioni), Civitella d’Agliano (Castello S.Maria e Torre dei Monaldeschi);
pomeriggio: - visita al lago di Bolsena; - visita alla chiesa di S. Cristina; - visita alle cascate del Turano. |
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