BAGNOREGIO

...un pò di storia, i dintorni, le gite, i luoghi da visitare, qualche consiglio, i corsi di pittura e scultura, il decoupage,
alcuni suggerimenti, un pò di sano moto, le attività sportive, i passatempo, le feste, le sagre, la buona tavola...
Già abitata nel neolitico, come testimoniano alcuni reperti, utensili, piccole lance e coltelli, Bagnoregio diventa importante grazie agli Etruschi e successivamente ai Romani.
È situata a 485 metri sul versante orientale dei Volsini, sopra un lungo dosso di tufo fra due piccoli torrenti,
affluenti del Vaiano che incidendolo hanno creato formazioni calcaree: i calanchi.
La loro instabilità è stata causa, durante il corso dei secoli, di frane e smottamenti così da costringere gli
abitanti della frazione di Civita ad abbandonarla.
Bagnoregio è sul confine nord della provincia con l'Umbria, tra verdi campagne e suggestivi calanchi, patria
dello scrittore Bonaventura Tecchi.
Bagnoregio - un po’ di storia
La città, anticamente molto più estesa, vide disgregate le sue borgate, che si estendevano su un meraviglioso
pianoro, dapprima dal violento terremoto del 1695 e, nel corso dei secoli, dalla continua erosione del terreno.
Ciò che rimane sono l'attuale Bagnoregio, Civita e Lubriano.
Dai punti panoramici è possibile ammirare la grande vallata che si apre sotto al colle su cui sorge la città.
Le origini sono antichissime, la zona fu abitata quasi ininterrottamente, dal periodo neolitico ad oggi, ma il
periodo più intenso risale agli Etruschi, i quali hanno lasciato molte testimonianze. Quando arrivarono i
Romani, nel 265 a.C., a differenza di altre località, divenne ricca ed importante grazie al traffico di merci
che si sviluppò lungo la strada che da Bolsena portava al Tevere, che all'epoca era navigabile.
Su questa strada passarono secoli di storia, ricchezza e cultura, ma ben presto fu attraversata dagli invasori
che scendevano verso Roma e Bagnoregio fu sottomessa dal 410 al 774 da Visigoti, Goti, Bizantini e
Longobardi, fin quando Carlo Magno la conquistò per riconsegnarla alla Chiesa.
Dopo qualche secolo di tranquillità venne affidata al controllo dei Monaldeschi della Cervara che, da protettori
iniziali, divennero crudeli tiranni costringendo gli abitanti alla rivolta che li portò ad eleggere il paese a Comune
libero nel 1160. Più tardi, temendo una rivalsa, gli abitanti cacciarono i Monaldeschi distruggendo il loro
castello, di cui ancora oggi rimangono alcune rovine. Nei secoli successivi Bagnoregio chiese di essere guidata
da un governatore dello Stato pontificio e così fu, fino al 1870, quando la città fu accorpata al regno d'Italia.
Dalla grande Porta Albana, attribuita al Vignola, si accede al centro storico, tuttora ben mantenuto, con
monumenti di notevole importanza.
Maestosi calanchi, in parte ricoperti da una povera vegetazione, si estendono per chilometri, lungo i quali,
durante il tramonto, si formano particolari giochi d'ombre, dando al paesaggio un aspetto lunare.
Nella vallata si innalza un colle su cui sorge Civita di Bagnoregio, raggiungibile solo attraverso un ponte
costruito dopo le continue frane della strada, causate dall'erosione del terreno; è per questo motivo
che viene chiamata la città che muore. In realtà Civita era il nucleo più importante, ma, a causa della
precarietà del luogo, gli abitanti la abbandonarono per trasferirsi a Bagnoregio.
Il nome "Bagnoregio" deriva da Balneum Regis o Balneum Regium, ed è dovuto alla presenza di acque termali,
utilizzate anticamente. Gli amanti dell’arte non potranno fare a meno di visitare, la Cattedrale di San Nicola,
dove è custodito il reliquario in argento del Santo Braccio di San Bonaventura vi si trova anche un dipinto del
Vanni raffigurante la Maddalena, il Palazzo Comunale, il Palazzo Tecchi, il Palazzo dei Conti Cagiano de
Azevedo e la Chiesa di Sant’Agostino, che contiene opere realizzate da Taddeo di Bartolo e da Giovanni di
Paolo.
Chiesa di San Bonaventura: Il tempietto, progettato dall'architetto Pietro Gagliardi, venne costruito nel 1862
sui resti di un antico edificio. Caratteristiche la pianta a croce greca e la cupola neo-classica.
Piramide - Ossario: E' situata nel Parco pubblico della Rimembranza ed è stata eretta nel 1891 in onore dei
garibaldini caduti nei combattimenti del settembre-ottobre del 1867. Il monumento, alto 12 metri a base
triangolare, ricorda la Piramide di Caio Cestio a Roma.
Porta Albana: La posizione in cui si trova oggi (Piazza Trento e Trieste), non è quella in cui sorgeva
originariamente. Essa, infatti, costituiva la via d'accesso principale al paese ed era situata qualche metro
più ad est.
La sua costruzione viene da molti attribuita al famoso architetto orvietano Ippolito Scalza.
Grotta di San Bonaventura: La grotta prese questo nome perché, secondo la tradizione, fu qui che San
Bonaventura venne risanato per intercessione di San Francesco.
Dal belvedere antistante ad essa è possibile ammirare la cittadina di Civita di Bagnoregio che rappresentava,
un tempo, il nucleo centrale del paese che, nell'epoca medioevale, era assai florido.
Ancor oggi sono visibili i segni di quell'antico splendore e visitando questo luogo, che pare fatato, si ha
l'impressione di trovarsi all'interno di una cartolina illustrata d'altri tempi. Civita di Bagnoregio è stata
ormai quasi completamente abbandonata ed i suoi abitanti si sono trasferiti in località più sicure.
Chiesa di Sant'Agostino: E' databile nel periodo che va dal secolo XI al XIV ed è affiancata da un campanile,
di epoca successiva, che risale al 1735. La chiesa, che conserva intatti i tratti dello stile romanico - gotico
secondo il quale fu edificata, è ricca di tavole e affreschi. Molte delle opere pittoriche, in essa contenute,
vengono attribuite a Taddeo di Bartolo e a Giovanni di Paolo. Vanta un interessantissimo chiostro, realizzato
in cotto su disegno del Sanmicheli e un pozzo centrale, opera di Ippolito Scalza, risalente ai primi anni del '600.
Il Venerdì Santo è l’occasione per venire a Bagnoregio per partecipare ad una delle processioni più antiche
della Tuscia. Alla base, di questa manifestazione, c’è una vecchia questione di rivalità con "Civita di
Bagnoregio": rivalità per così dire "campanilistica", nata dal fatto che tale manifestazione un tempo si svolgeva
a Civita e, solo dall’Ottocento, fu spostata nell’attuale Bagnoregio.
Importanza centrale dell'evento è la magnifica immagine del Santissimo Crocefisso ligneo di Civita, venerato
fin dal 1400; un crocefisso ritenuto miracoloso, oggetto di culto e venerazione da parte dei Bagnoresi, che si
narra, abbia parlato ad una donna durante la peste del 1499.
Il Crocefisso viene fatto sfilare fra la folla dei fedeli per poi, entro la mezzanotte, dover far rientro a "Civita",
pena la perdita della proprietà ed il conseguente passaggio, della stessa, a Bagnoregio.
E' ancora un'antica leggenda popolare, a prevedere la scomparsa definitiva della "città che muore" al
verificarsi di un tale evento.
Chiesa di San Bonaventura: Il tempietto, progettato dall'architetto Pietro Gagliardi, venne costruito nel 1862
sui resti di un antico edificio. Caratteristiche la pianta a croce greca e la cupola neo-classica.
Piramide - Ossario: E' situata nel Parco pubblico della Rimembranza ed è stata eretta nel 1891 in onore dei
garibaldini caduti nei combattimenti del settembre-ottobre del 1867. Il monumento, alto 12 metri a base
triangolare, ricorda la Piramide di Caio Cestio a Roma.
Porta Albana: La posizione in cui si trova oggi (Piazza Trento e Trieste), non è quella in cui sorgeva
originariamente. Essa, infatti, costituiva la via d'accesso principale al paese ed era situata qualche metro
più ad est. La sua costruzione viene da molti attribuita al famoso architetto orvietano Ippolito Scalza.
Grotta di San Bonaventura: La grotta prese questo nome perché, secondo la tradizione, fu qui che San
Bonaventura venne risanato per intercessione di San Francesco.
Dal belvedere antistante ad essa è possibile ammirare la cittadina di Civita di Bagnoregio che rappresentava,
un tempo, il nucleo centrale del paese che, nell'epoca medioevale, era assai florido.
Ancor oggi sono visibili i segni di quell'antico splendore e visitando questo luogo, che pare fatato, si ha
l'impressione di trovarsi all'interno di una cartolina illustrata d'altri tempi. Civita di Bagnoregio è stata ormai
quasi completamente abbandonata ed i suoi abitanti si sono trasferiti in località più sicure.
Chiesa di Sant'Agostino: E' databile nel periodo che va dal secolo XI al XIV ed è affiancata da un campanile,
di epoca successiva, che risale al 1735. La chiesa, che conserva intatti i tratti dello stile romanico - gotico
secondo il quale fu edificata, è ricca di tavole e affreschi. Molte delle opere pittoriche, in essa contenute,
vengono attribuite a Taddeo di Bartolo e a Giovanni di Paolo. Vanta un interessantissimo chiostro, realizzato
in cotto su disegno del Sanmicheli e un pozzo centrale, opera di Ippolito Scalza, risalente ai primi anni del '600.
Museo Piero Taruffi: Dedicato ad un grande Campione del passato, che lo ha visto, competere e primeggiare,
nei più famosi circuiti del mondo, prima su motociclette e poi sulle automobili da corsa. E' aperto il sabato, la
domenica e nei giorni festivi.
Civita di Bagnoregio: è un piccolo borgo isolato, raggiungibile solo attraverso un ponte. Tale forma di
isolamento è causata dall' erosione della vallata che la circonda. Civita di Bagnoregio è conosciuta come : la
città che muore . Infatti proprio a causa della progressiva erosione, i suoi calanchi rischiano di far scomparire
la città di Civita di Bagnoregio. Il paese oggi è abitato da pochissime famiglie. Civita di Bagnoregio è visitata
ogni anno da una buona quantità di turisti; inoltre la cittadina è spesso utilizzata per set cinematografici.
All'interno del borgo antico possiamo trovare varie case medievali, un mulino del 1500, la casa di San
Bonaventura, la chiesa di San Donato , la porta di Santa Maria e il Palazzo Vescovile. La porta di S. Maria è
caratterizzate da un'immagine composta da un paio di leoni che mantengono tra le zampe una testa umana.
Un evento particolare e caratteristico di Civita di Bagnoregio è il Presepe vivente, che si realizza ogni anno
nel periodo delle feste natalizie. Il presepe è ambientato nelle vie di Civita, con straordinari effetti scenografici.
Altro evento importante di Civita di Bagnoregio è il secolare Palio della Tonna che si svolge la prima domenica
di Giugno e settembre; il Palio della Tonna è rappresentato dalle contrade di Civita di Bagnoregio che si sfidano
a cavallo degli asini . Durante il mese d’agosto si svolge Civit’Arte una rassegna di teatro e musica, che ha
acquisito rilevanza nazionale, mentre, la prima decade di giugno, c’è il Convegno di studi bonaventuriani,
anch’esso ormai noto.
Sicuramente però un giorno particolarmente adatto, per venire a visitare Bagnoregio, è il 22 di agosto, in
occasione dei festeggiamenti in onore di S. Ildebrando, con tanto di fiera, spettacoli e fuochi pirotecnici.
Per il divertimento poi, non mancano certo le occasioni; in estate il Lago di Bolsena situato a 8 km) offre una
miriade di possibili attività acquatiche (è stato classificato come il lago più pulito d’Italia in quanto si alimenta
esclusivamente con acque sorgive sotterranee. E' il lago, di origine vulcanica, più grande d’Europa - 157mt e
50 km di circonferenza).
E' possibile praticarvi la pesca, il surf, la vela, lo sci nautico, la canoa ecc; numerosi sono i circuiti per mountain
bike che circondano le sponde del lago o che entrano nei boschi incontaminati di quercia e leccio; le passeggiate
a cavallo partono dal maneggio situato ai bordi del lago e si diramano in tutte le parti della vallata.
La sera, dopo essersi abbronzati sui battelli che conducono alle due isole del lago, non si può non partecipare
alle manifestazioni organizzate nel centro storico del paese: Fiera del vino, Corteo storico medievale, corsa
delle botti in salita, sbandieratori con trombe e tamburi, giro delle cantine medievali con degustazioni guidate
di vino, formaggi e salumi nostrani, calici sotto le stelle, passeggiate romantiche in riva al lago e tutto quello
che la fantasia vi consente.
Manifestazione principale, che si svolge a Bagnoregio, è la processione del Venerdì Santo, durante la quale
viene fatto sfilare il Santissimo Crocefisso di Civita, oggetto di culto e venerazione da parte dei cittadini del
luogo. La tradizione vuole che il Crocefisso abbia parlato ad una donna durante la peste del 1499.
Su prenotazione, da effettuarsi presso A.G.Tur. Ass.ne C.le Guide Turistiche di Viterbo e Roma e
Accompagnatori Turistici, Cell. 349 29.34.058 Fax 06 233.242.622, si organizzano visite guidate,
a pagamento, percorrendo vari itinerari quali:
Tutt'Arte:
Etruschi e Romani
Via Francigena & Medioevo
Rinascimento & Giardini
Arte & Enogastronomia
Arte & Folklore
Arte & Religione
Arte & Paesaggi
Prenotazione Visite Guidate per Gruppi
PRIMO GIORNO
Mattina
Tarquinia: Visita al Museo Nazionale Etrusco, all'interno del Palazzo Vitelleschi (rinascimentale), (durata1,5 h).
Spostamento di 3 Km. alla Necropoli con le preziose tombe dipinte, che costituiscono uno dei maggiori
complessi di pittura antica giunti fino a noi, paragonabili solo a quelle egiziane. (durata1,5 h);
Visita: le splendide chiese romaniche di S. Pietro e S. Maria Maggiore;
Pomeriggio
Tuscania: Visita e passeggiata per il centro storico medievale;
SECONDO GIORNO
Mattina
Viterbo: Visita alla «Città dei Papi». Punto di partenza è la piazza della Cattedrale dove si trova il Palazzo
Papale con i ricami in peperino della sua Loggia e la Cattedrale. Proseguiamo ammirando la facciata
dell’elegante e severo Palazzo Farnese (XIV - XV sec.). Raggiungiamo il Quartiere medioevale di San
Pellegrino con le abitazioni più antiche della città, decorate con arcate, logge e scalinate esterne. Poi la chiesa
romanica di S. Maria Nuova (XI sec.), con l’originale chiostro longobardo, quindi, ammirando le tante fontane
a fuso, si raggiunge la Piazza del Comune, dove all’interno del Palazzo dei Priori, vedremo gli affreschi della
Sala Regia (XVI sec.) .
Pomeriggio
Necropoli rupestri di Castel d’Asso o di Norchia: le monumentali facciate di tombe etrusche intagliate nella
roccia che offrono al visitatore uno spettacolo di rara suggestione e bellezza.
TERZO GIORNO
Mattina
Caprarola e S. Martino al Cimino (mezza giornata):
Caprarola (Km. 16 da Viterbo): Visita al Palazzo Farnese. Al proprio interno vedremo oltre all’ardita Scala
regia elicoidale, capolavoro del Vignola, alcune sale arricchite da un ciclo di affreschi.
Se possibile (orario ingresso e tempo meteorologico) visita al giardino con le monumentali fontane e l’elegante
Palazzina del Piacere.
S. Martino al Cimino (Km. 5 da Viterbo): Visita alla Abbazia cistercense di S.Martino.
Pomeriggio
Santuario di Santa Maria della Quercia (Km.2 da Viterbo).
Bagnaia-Villa Lante: visita a uno dei più mirabili esempi di giardino rinascimentale all’italiana.
QUARTO GIORNO
Mattina
Visita del Parco dei Mostri di Bomarzo (km. 22 da Viterbo): visita al Sacro Bosco di Bomarzo , detto dei Mostri.
Pomeriggio
Bolsena: Visita alla città del miracolo del Corpus Domini che avvenne nella chiesa Collegiata di S. Cristina in cui
sono conservate le pietre macchiate dal sangue del miracolo. prosegue con le vie e le chiese medioevali per
concludere con la Rocca Monaldeschi (XIII-XIV sec.).
QUINTO GIORNO
Mattina
Civita di Bagnoregio: escursione della «città che muore», continua a sfidare la natura che sgretola
inesorabilmente lo sperone tufaceo su cui è arroccata. Luogo al cui fascino è impossibile sottrarsi, si raggiunge
solo a piedi percorrendo un ponte pedonale sospeso.
Pomeriggio
Isola Bisentina: (mezza giornata, solo periodo estivo): con partenza dal porticciolo di Bolsena si raggiunge la
maggiore delle due isole, il cui suggestivo ambiente naturale è impreziosito da raffinati costruzioni dovute ad
Antonio da Sangallo il Giovane e al Vignola.
(Fonte dati APT Viterbo)
Corsi d'arte (pittura e/o scultura)
Per gruppi, di max 10 persone, è possibile organizzare corsi di pittura o scultura, facendone preventiva
richiesta. Detti corsi sono strutturati in moduli da una settimana ciascuno, sono rivolti a qualunque livello e si
possono tenere da aprile a settembre. Chi volesse approfondire o proseguire il corso, può prolungare il
soggiorno, completando più moduli.
I docenti sono tutti artisti professionisti e hanno esposto le loro opere sia in Italia che all'estero. Alcuni di loro
provengono da paesi stranieri e chi lo desiderasse può chiedere che il corso sia tenuto nella loro lingua madre:
sarà una duplice opportunità di apprendimento! Data la limitata disponibilità di posti letto, possono essere
alloggiati, nel Casale, anche parenti o amici dei partecipanti, fino ad un massimo, complessivo, di 18 persone.
Il corso comporta una spesa settimanale, aggiuntiva rispetto al soggiorno, di circa 180 euro a persona e
prevede un lavoro di 4/6 ore al giorno di laboratorio (la scelta è individuale). Nel tempo libero, chi lo volesse,
può continuare il lavoro, oppure può approfittarne per visitare gli splendidi luoghi non lontani dal Casale di
Simoncino.
Decoupage
A Bagnoregio, si tengono regolarmente corsi per l'apprendimento della tecnica del decoupage; chi fosse
interessato può farne richiesta, e messo in contatto con l'insegnante, potrà accordarsi direttamente.
Sport, benessere, salute e relax:
Nuoto - a Monte Rado, a pochissimi minuti dal Casale, c'è una piscina, scoperta, grande e bella, solitamente
non molto frequentata, dove è possibile fare lunghe nuotate;
Tennis - a Bagnoregio ci sono bei campi da tennis dove, prenotando, è possibile misurarsi fra amici;
Balneazione - a Bolsena, a pochi minuti dal Casale, c'è il Lago di Bolsena (il più grande Lago d'Europa di origine
vulcanica) dove è possibile immergersi in acque cristalline;
Equitazione - a Orvieto scalo - 20 minuti - c'è un bel maneggio, dove è possibile (per tutte le età) fare scuola
di equitazione;
Caccia - lepri e cinghiali le prede preferite, ma anche uccelletti (il tutto nei periodi consentiti);
Pesca - al Lago di Bolsena: anguilla, carpa, coregone, luccio, persico, tinca, le varietà più saporite e ricercate;
Musica - a Vetriolo, tutti gli anni, in agosto, musica dal vivo con artisti italiani famosi e per finire manifestazioni
pirotecniche;
Svago - a Bagnoregio c'è una sala cinematografica (Alberto Sordi) dove danno film di prima visione (per grandi
e per bambini).
Salute - a Viterbo ( 26 km.) le Terme dei Papi - Il segreto antico delle acque - per una vacanza all'insegna del
benessere delle cure termali e del relax più assoluto .
Sagre, Musica e Folclore
Patate, lattarini, porchetta, coregone, gnocchi, lumache, agnello, bistecche, frittelle, biscotti, vino, fagioli,
castagne, nocciole, olio, ciliegie, bruschette... per ognuno di questi prodotti c'è una sagra tra musica, folclore
e fuochi d'artificio. Ma c'è dell'altro, nell'arco dell'intero anno, dalla festa di Sant'Antonio, con la benedizione
degli animali (tipica quella di Sutri), alle «giornate della castagna» di Canepina ad ottobre inoltrato. Andiamo
con ordine. I carnevali di Acquapendente, Civita Castellana e Ronciglione sono sul podio da decenni; per il
giorno delle Ceneri, Gradoli allestisce una kermesse gastronomica penitenziale (il pranzo del Purgatorio) con
la presenza di un migliaio di convitati. Nel periodo pasquale le processioni del Cristo Morto di Bagnaia,
Bagnoregio, Latera, Orte e Vetriolo meritano una raccomandazione, così come i «Concerti di Pasqua» di
Vetralla durante la Settimana Santa. Nel giorno della Resurrezione si fa sentire Tarquinia con la processione
del Redentore. Sempre a Tarquinia, giornata della «Merca» a fine marzo e fiera delle «macchine agricole»
a fine aprile. La «Barabbata» di Marta (14 maggio) è la festa contadina più spettacolare della Tuscia;
Acquapendente, a metà maggio, risponde con i «Pugnaloni», rassegna di grandi pannelli floreali inneggianti
alla «libertà». Piante di mille colori (maggio) a Viterbo con «San Pellegrino in fiore»; il Capoluogo si fa
apprezzare a giugno anche per «Tusciacavalli». Il Corpus Domini (giugno) va vissuto a Bolsena: nel centro
storico viene steso un tappeto di fiori per la processione con l'Ostia consacrata. A luglio (23 e 24), Bolsena
propone anche i «Misteri di Santa Cristina» (quadri plastici nelle piazze), mentre a Ferento ha inizio la stagione
teatrale estiva. Il 3 settembre, Viterbo festeggia Santa Rosa con l'insuperabile trasporto della «Macchina»,
cui segue il tradizionale appuntamento del Festival Barocco. Orte, nella prima decade di settembre, riscopre le
seduzioni delle sue radici con una settimana di celebrazioni, l' «Ottava Medioevale». A fine ottobre Viterbo
conclude il cartellone con la «Mostra dell'antiquariato» nel palazzo dei Papi.
I ristoranti di Bagnoregio e dintorni
Hostaria Del Ponte Localita' Mercatello, 11, 01022 Bagnoregio (VT) 0761 793565
Trattoria Dell' Erba Voglio Via Giacomo Matteotti, 35, 01022 Bagnoregio (VT) 0761792666
Ristorante Il Fumatore Piazza Marconi, 5, 01022 Bagnoregio (VT) 0761 792642
Sid P Via Mercatello, 11, 01022 Bagnoregio (VT) 0761 760042
Ristorante Il Vecchio Mulino Via G. Marconi, 25, 01020 Lubriano (VT) 0761 780505
Ristorante Locanda della Letizia Via Viterbo, 01020 Celleno (VT) 0761 912053
Rag Localita' Madonna Del Portone, 6, 01020 Civitella D'Agliano (VT) 0761 914119
Ristorante Duca Localita' Mola Solis, 1, 01020 Civitella D'Agliano (VT) 0761 914838
La Mediterranea Contrada Cava, 30, 01020 Celleno (VT) 0761 912000
La Castagneta Localita' La Badia, 34, 05018 Orvieto (TR) 0763 300065
Pizzeria Verde Luna Via Roma, 01023 Bolsena (VT) 0761 799023
Il Toscano Ristorante Piazzale Gramsci, 01023 Bolsena (VT) 0761 799054
La Fornacella Via Cassia Km. 111, 01023 Bolsena (VT) 0761 798054
Nazzareno Localita' Tamburino, 62, 05018 Orvieto (TR) 0763 344564
Ristorante Girarrosto del Buongustaio Localita' Tamburino, 81, 05018 Orvieto (TR) 0763 341935
Basili Via IV Novembre, 7, 01024 Castiglione in Teverina (VT) 0761 949027
Rondinella Via Asinello, 104, 01027 Montefiascone (VT) 0761 824995
Ristorante Maurizio al Duomo Via Del Duomo, 78, 05018 Orvieto (TR) 0763 343212
Ristorante Tipica Trattoria Etrusca Via Maitani Lorenzo, 10, 05018 Orvieto (TR) 0763 344016
Ristorante Le Grotte Del Funaro Via Ripa Serancia, 41, 05018 Orvieto (TR) 0763 343276
Tavern Engel Keller Piazza Scalza Ippolito, 1, 05018 Orvieto (TR) 0764 341098
Ristorante San Giovenale Piazza S. Giovenale, 6, 05018 Orvieto (TR) 0763 341786
Ristorante Piazza Del Popolo Piazza Del Popolo, 3, 05018 Orvieto (TR) 0763 343463
Osteria Nuova Localita' Villanova, 05018 Orvieto (TR) 0763 217107
Villa Ciconia Strada Statale N. 71 Umbro Casentinese Km. 35. 200, 05018 Orvieto (TR) 0763 305582
Duca D'Orvieto Localita' Buon Respiro, 60, 05018 Orvieto (TR) 0763 28670
Ristorante Il Caminetto Via Cassia, 207, 01027 Montefiascone (VT) 0761 823538
Trattoria Da Corrado' Via Del Lago, 152, 01027 Montefiascone (VT) 0761 826996
La Caravella Via Del Lago, 79, 01027 Montefiascone (VT) 0761 826843
Conte Adolfo Piazza Matteotti, 3/4/5, 05019 Orvieto Scalo (TR) 0763 300213
La Rocca Dei Papi Via Bandita, 25, 01027 Montefiascone (VT) 0761 826068
Tiberi Via Degli Artigiani, 9/11, 05023 Baschi (TR) 0744 957609