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Tuscia, la provincia di Viterbo



In qualunque stagione dell
anno, ma particolarmente in primavera e in autunno, percorrere la Tuscia dà una sensazione di meraviglia: la bellezza dei panorami, dei boschi, dei paesi millenari con palazzi, chiese, castelli, tombe etrusche. I misteriosi e affascinanti monumenti della natura, calanchi, rocce, tagliate, sono come velati di mistero: forse non è un caso che Bomarzo sia proprio in questa zona. Il verde primaverile, con le sue infinite tonalità, il giallo delle ginestre, dei campi di rape, dei denti di leone e i colori autunnali, quasi un finale di sinfonia prima del silenzio dellinverno, sembrano fatti apposta per valorizzare il grigio delle porose rocce tufacee proprie di tutte le costruzioni. Terra di noccioli, di funghi, di castagne, di ottime patate, di maiali bradi, di lenticchie, formaggi e ricotte di pecora ed, in genere, di prodotti agricoli di grande qualità.

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a Civita di Bagnoregio verso Orvieto:
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fascino di questo borgo è assoluto, come assoluto è il cattivo gusto del motto: la città che muore. Merita una visita attenta. Ceramiche in stile medievale alla Bottega. Si lascia Civita, incantati, e si torna su Bagnoregio (dallantico nome Balneum Regis), nota fin dal VI secolo per le sue acque termali. Magica la vista che dal Belvedere del Convento dei Minori si ha su Civita. Tra gli artigiani tradizionali ricordo Mario Loreti, che lavora il ferro battuto. Montefiascone, alta sul lago di Bolsena, ci accoglie con la chiesa di San Flaviano. Nella zona esiste ancora un fiorente artigianato del canestro di vimini, da riempire, in estate, con gli splendidi e rari pomodori coltivati a Bolsena, da cucinare con il riso. E, infine, il vino: l"Est! Est! Est!!!.

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i prosegue per Bolsena: da visitare la chiesa di San Frances
co, il castello Monaldeschi con il museo territoriale del lago di Bolsena. Il panorama della città e del lago che, in certe ore e in certe giornate, è veramente straordinario. Straordinario come il palazzo del Drago, con i suoi dipinti manieristici. A Gradoli è da ammirare Palazzo Farnese, di Antonio da Sangallo il Giovane, che domina la parte medievale della cittadina, e la chiesa di Santa Maria Maddalena, facciata barocca e campanile settecentesco. A circa due chilometri da Gradoli vale la pena di visitare, a Latera, il lago di Mezzano - il prototipo del lago vulcanico - e le sorgenti di acque minerali e termali.

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cendendo verso sud arriviamo a Valentano, dominata dalla rocca Farnese. Da vedere anche la Collegiata e la cava di lapillo rosso e verde. Proseguiamo verso Ischia di Castro, una prua di tufo fra due verdissimi canaloni: è
sperabile che questo bellissimo paese trovi la forza di procedere ai restauri delle sue opere darte. Una volta (fino al 1998), qui operava uno straordinario artigiano, Giovanni Grotteschi, autore di stivali da cavallo, da campagna, polacchine da città, fatti su misura con pellami sceltissimi e con linee di bellezza assoluta. Ora è emigrato. Consoliamoci mangiando da Ranuccio II, che nel 1998 ha rifatto nello stesso luogo, in piazza Immacolata, il suo ristorante. Luogo di delizie, con splendide proposte della tradizione maremmana e di cucina creativa ancorata a una cultura gastronomica che ha profonde radici nel territorio. Vini, in particolare toscani, umbri e laziali. Da non perdere la zuppa di sedani e cannella, gli gnocchi di ricotta, i funghi porcini, gli animali da cortile come oche, anatre, conigli, cucinati secondo stagione. Eccellenti i pecorini, i caprini e i dolci, fra i quali una mousse di ricotta con salsa di albicocche. Un locale che da solo vale il viaggio.

S
i torna indietro verso Capodimonte: da vedere il castello Farnese, opera di Antonio da Sangallo il Giovane, e si procede per Marta, pittoresco borgo e porto lacustre. Il lago di Bolsena è abbastanza ricco di pesce:
in particolare anguille, coregoni, carpe, tinche e persici. Eccellenti pesci dalle carni saporite che permettono la realizzazione di piatti deliziosi. Da visitare le isole Martana e Bisentina: nella prima i resti del castello medievale e della chiesa di Santo Stefano; nella seconda, il palazzo Farnese e la chiesa dei Santi Giacomo e Cristoforo, entrambe di Antonio da Sangallo il Giovane.

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agnaia: la splendida Villa Lante ci appare sulla destra nella sua bellezza. Proseguiamo: ora sulla strada che corre nel bosco verso Soriano nel Cimino, dominata dal castello Orsini. Da vedere anche il palazzo Chigi, progettato dal Vignola. Per chi ne ha voglia c
è una splendida escursione sul Monte Cimino: boschi bellissimi di castagni e faggi (con alcuni esemplari monumentali, uno ha una circonferenza di 4,7 metri e unaltezza di 36) che in autunno si accendono di colori di sogno, con una vista unica sulla valle del Tevere.

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i riprende la strada per Vignanello. A pochi chilometri c
è Vasanello, piccolo centro agricolo noto per la produzione di ceramiche di uso domestico. Da Vignanello si gode una bella vista sulla valle del Tevere e si possono ammirare palazzo Ruspoli, palazzo Marescotti e la chiesa di Santa Maria. Vignanello è nota per i suoi vini, e la vite si trova non solo nello stemma dei Ruspoli, ma anche in quello del Comune e nelle decorazioni della Collegiata.

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i arriva a Caprarola deviando a destra sulla strada che porta a Civita Castellana, per ammirare lo splendido, immenso palazzo Farnese, opera del Vignola, che ristrutturò l
abitato aprendo una strada, via Nicolai, nella quale si ergono palazzi del Cinquecento e del Seicento.
Non si può che rimanere incantati nel trovare in ogni paese, anche piccolo, monumenti così straordinari da offrire, da soli, il motivo per un viaggio. Splendido il parco Farnese con esemplari di alberi secolari: un abete bianco di circa 3,5 metri di diametro e 38 di altezza e un castagno di 4,6 metri per 28. Da vedere anche il vicino lago di Vico, oggi riserva naturale.

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ora a Civita Castellana, con i suoi monumenti e il suo museo archeologico nella maestosa rocca e i resti della città romana di Falerii Novi. Un vero incanto.


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area dell'Etruria meridionale, ovvero la parte più a sud del territorio dove si è sviluppata, nella sua massima espansione, la civiltà etrusca, è comunemente indicata come Tuscia; il nome sembra derivare dall'antico nome dato agli abitanti di queste terre, i Tusci.
L'Etruria è un'area culturalmente, prima ancora che geograficamente, uniforme e corrisponde ai territori compresi fra il mar Tirreno, l'appennino tosco-emiliano, l'Umbria e il Tevere nel suo corso fino al mare.

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e testimonianze etrusche prima, e medievali poi, sono incastonate tra il verde dei boschi ed il giallo dei campi di frumento, interrotti bruscamente da ripide e profonde gole scavate nelle rocce vulcaniche da antichi e perenni corsi d'acqua, origine e simbolo della ricchezza di queste terre.


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n questo contesto di straordinaria e unica bellezza la cultura etrusca ha contribuito a creare quella che viene ricordata come “la civiltà del tufo”.

Il paesaggio è un intreccio di presenze e testimonianze, a partire dall'età del bronzo, e fino alle bellissime strutture del secolo scorso (le ferriere e le cartiere), importanti siti di archeologia industriale. Questi luoghi, suggestivi e noti in tutto il mondo come le necropoli di Tarquinia e Cerveteri, Civita di Bagnoregio, Palazzo Farnese, a Caprarola, o Villa Lante, a Bagnaia, altri pressoché sconosciuti ma altrettanto affascinanti, disegnano una rete preziosa di storie e itinerari da percorrere in treno o in auto, in bici o a cavallo, o anche a piedi lungo gli antichi sentieri medievali, tra rocche e ponti sospesi.

Itinerari

L'itinerario etrusco, o del tufo, volendolo identificare con un elemento fondamentale del paesaggio, comprende:
Le necropoli; a testimonianza dell'importanza che rivestiva il mondo dell'aldilà per gli etruschi - particolarmente ben conservate sono giunte fino a noi varie necropoli; - tra le più importanti quelle di Tarquinia, ricca di tombe a camera con decorazioni dal VI° al II° sec. a.C. e di Cerveteri. Molte ancora tuttavia le aree dedicate alla dimora ultraterrena diffuse in tutta l'Etruria: Norcia, Castel d'Asso, Musarna, Acquarossa (Viterbo), S. Giuliano (Barbarano), S. Giovenale (Blera), ed altre ancora tra cui quelle di Tuscania, Vulci, Blera, Bisenzio, Bolsena (monte Panaro), Falerii Novi (Civita Castellana) e la splendida Selva di Malano (Soriano).

Le città etrusche: molte delle città che costituivano la Dodecapoli della "nazione etrusca" erano in parte divenute importanti città, sovrapponendosi alle antiche costruzioni ed agli originari impianti urbanistici. Altre città costituiscono importanti testimonianze della cultura urbana etrusca: Barbarano, Sutri, Vulci, Tarquinia, Veio, Caere, Musata.


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e vie: tra i boschi ed i campi, a superare le affascinanti barriere, costituite dalle forre profonde, si possono incontrare le antiche vie etrusche, a loro volta a ricalcare le strade che da sempre hanno permesso il passaggio lungo questa regione.

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e "tagliate" sono camminamenti scavati lungo le pareti scoscese di tufo e nenfro, nascoste dal verde fitto della macchia.


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musei: nelle sale dei numerosi musei dedicati alla cultura etrusca è possibile ammirare tesori di notevole valore storico ed artistico; tra le strutture di maggiore importanza ricordiamo il Museo Archeologico Nazionale di Tarquinia, il Museo Nazionale Cerite di Cerveteri, il Museo Archeologico della Rocca AIbornoz di Viterbo, il Museo nazionale del Castello dell'Abbadia di Vulci.


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uccessivo ed ulteriore percorso è quello del peperino, ovvero del paesaggio medievale, a comprendere i centri storici, le Rocche ed i castelli, le cave e le botteghe.

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paesi arroccati sulle castelline hanno un cuore antico e vivo di botteghe e gente schietta. Il quartiere medievale di Viterbo è uno dei più fedeli d'Italia, quelli di Vitorchiano, Barbarano, Bassano in Teverina sono sorprendenti isole nel tempo di vita quotidiana; Civita di Bagnoregio, Calcata e Celleno, raccontano una storia di abbandono che oggi si rivela in tutto il suo valore storico e umano.


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an Martino al Cimino
(Viterbo), Soriano nel Cimino, Ronciglione, Tarquinia, Tuscania, paesi costruiti da nobili e mercanti, secondo i gusti e le necessità della storia, celano tesori d'arte e architettura che disorientano a fronte della quiete e del silenzio che li circondano, subito al di fuori delle loro mura d'oblio. Tra le dimore fortificate di maggiore rilievo, intorno alle quali sorsero borghi rimasti ancora oggi intatti, vi sono, fra i meglio conservati, lo splendido castello Orsini di Soriano nel Cimino, quindi quello Odescalchi di Bassano Romano, Monaldeschi a Bolsena, Orsini a Bomarzo, Borgia a Civita Castellana, Farnese  a Capodimonte, Oriolo Romano, Cohen a Torre Alfina,  Farnese a Valentano,  Orsini a Vasanello, Ruspoli a Vignanello, Albornoz a Viterbo  e Abbadia a Vulci.

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ittà fra le più attive e movimentate, Civita Castellana sorprende per l'intreccio di aie e stomachi ed è sede, fra le più importanti e pregiate produzioni ceramiche del mondo.
Così la poderosa rocca dei Borgia a pianta pentagonale rappresenta un esempio, dei più notevoli, di architettura militare, a cavallo dei secoli XV°-XVI°; mentre fra le vie e le piazze lo stupore potrà rapirvi nello scorgere la Cattedrale di Santa Maria Maggiore, capolavoro di maestosa eleganza, che insiste su una precedente costruzione medievale.

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ovente accanto ai centri venivano costruite ville sontuose, soprattutto nel Cinquecento, su commissione di principi e cardinali, ad opera di artisti e artigiani fra cui il Vignola ed il Sangallo. Nel Bosco sacro di Bomarzo, conosciuto come Parco dei Mostri, si trovano enormi sculture scolpite in massi vulcanici con forme bizzarre e mostruose.

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alazzo Farnese a Caprarola è una delle residenze nobiliari più belle e importanti d'Italia, maestosa nella sua forma pentagonale e sontuosa nelle sue sale affrescate e per il suo giardino con ricchi giochi d'acqua.